Capitolo II

Capitolo I
Formati grafici

Capitolo II
Quando elaborare
Capitolo III
Ambiente e settaggi
Capitolo IV
Operazioni base
Capitolo V
Operazioni avanzate
Capitolo VI
Immagini grezze


Capitolo II - Quando elaborare un'immagine.

E' molto diffusa, presso chi non si è mai addentrato nel mondo dell'elaborazione digitale delle immagini astronomiche, l'idea che elaborare un'immagine significhi alterarla, fare un lavoro di fotoritocco. Occorre quindi far subito un po' di chiarezza e distinguere questi due aspetti, entrambi presenti in Photoshop.

Partendo dal dato che in un immagine spesso è presente molta più informazione rispetto quella che il nostro occhio è in grado di percepire (se ricordate nel capitolo precedente si è detto che un'immagine RGB a 8 bit/canale presenta 16.581.120 di colori, mentre una a 16 bit/canale ne presenta 281.462.091.939.840), elaborare un'immagine astronomica a fini estetici significa rendere ben visibili tutti i dettagli che non siamo in grado di vedere (ma che sono presenti sull'immagine) ed eliminare gli elementi di disturbo (chiarore del fondo cielo, vignettatura, rumore...).

Questo fine può essere ottenuto sia ricorrendo a strumenti di fotoritocco (uno dei punti di forza di Photoshop) sia mediante filtri che, utilizzando precisi algoritmi matematici e, agendo su tutta la matrice dell'immagine, consentono un'elaborazione oggettiva, che non lascia all'utente la possibilità di introdurre artificialmente dettagli non presenti sull'immagine. Saranno questi filtri ad essere maggiormente presi in considerazione durante il corso, anche se non mancherà una parte relativa all'uso degli strumenti di fotoritocco.
Parlare di fotoritocco nell'ambito della fotografia astronomica richiede comunque prudenza in quanto, sebbene non si voglia ottenere un risultato dotato di una qualche valenza scientifica, fa parte di una sorta di "codice etico non scritto" non alterare un'immagine astronomica creando qualcosa che non corrisponda alla realtà o che vi corrisponda forzatamente. Tuttavia è perfettamente lecito, una volta ammesso il fine estetico dell'immagine, utilizzare strumenti di fotoritocco per introdurre oggetti vettoriali (scritte, cornici...) e per correggere i difetti cosmetici (macchie di sviluppo, granelli di polvere...), anche se questo comporta l'alterazione di piccole parti dell'immagine.

L'elaborazione delle immagini non è una possibilità di cui godono soltanto i possessori di sofisticati sensori CCD o fotocamere digitali, ma mostra tutte le sue potenzialità anche nell'ambito della fotografia tradizionale. Attenzione però a non esagerare nell'elaborazione, spesso infatti un'immagine molto elaborata rischia di perdere naturalezza e risultare pertanto antiestetica sebbene si sia riusciti ad evidenziare ogni dettaglio.

Responsabile corso: Andrea SOFFIANTINI