Gli effetti dell'Inquinamento Luminoso

Culturale

Perdendo il contatto diretto con il cielo l'uomo si è impoverito rispetto alle culture millenarie degli antichi popoli orientali. A titolo di esempio si pensi che gran parte degli scolari vedono le costellazioni  solo sui libri di scuola, e gli abitanti delle più grandi città non hanno mai visto la Via Lattea.

Qui a fianco una immagine di Lumezzane vista dalla collina dove è posto l'osservatorio.

 Artistico

Passeggiando nei centri storici delle città  si noterà come l'uomo con una illuminazione eccessiva riesca a deturpare la bellezza del cielo. Luci e poi ancora luci, fari che illuminano a giorno le piazze, spesso globi luminosi e lampade rivolte verso il cielo.

Scientifico

 

Vista dall'Osservatorio Astronomico Serafino Zani di Lumezzane (Bs)

Si pensi che a causa  dell'inquinamento luminoso, gli astronomi sono stati costretti ad inviare un telescopio nello spazio e a costruire i principali Osservatori Astronomici al di fuori del nostro continente o addirittura fuori dall'atmosfera  (nella immagine sopra il  Telescopio spaziale Hubble)

Il gruppo di ricercatori studia gli asteroidi riprendendo immagini ed inviando i dati ad un centro internazionale (Minor Planet Center) contribuendo ad una più precisa determinazione delle loro orbite. Purtroppo l'inquinamento luminoso ne limita l'osservazione.

Ecologico

L'illuminazione notturna ha un effetti negativi sull'ecosistema, flora e fauna vedono modificati il loro ciclo naturale "notte - giorno". Il ciclo della fotosintesi clorofilliana, che le piante svolgono nel corso della notte subisce alterazioni dovute proprio ad intense fonti luminose che, in qualche modo, "ingannano" il normale oscuramento. Le migrazioni degli uccelli che si svolgono ciclicamente secondo precise vie aeree e possono subire "deviazioni" proprio per effetto dell'intensa illuminazione delle città.

Psicofisico

Nella foto un incrocio illuminato

La troppa luce o la sua diffusione in ore notturne destinate al riposo può provocare vari disturbi, anche nell’uomo. Quante persone di notte, nella propria casa, per riposare sono costrette a chiudere completamente le imposte o abbassare le tapparelle. Oltre che dall’inquinamento acustico e atmosferico, l'uomo deve difendersi dalla luce.
Quella luce che si pensava essere amica in alcuni casi può diventare pericolosa, per esempio quando guidiamo durante la notte percorrendo strade buie e a un tratto passiamo un incrocio, o una galleria, illuminati a giorno, la nostra pupilla si restringe adeguandosi alla luce molto in fretta (impiegando solo sei o sette secondi), ma nel momento in cui ci ritroviamo nuovamente nel buio passano circa venti minuti prima che la nostra pupilla si dilati completamente (l’occhio umano si è evoluto negli anni adeguandosi alla  vista diurna). In questo intervallo di tempo (15/20 minuti) si aumenta di gran lunga il rischio di incidenti stradali.